venerdì 2 novembre 2012

Confessions of a mom-in-progress - Confessioni di una mamma-in-corso

Già da qualche giorno mi rimprovero di non aver mantenuto aggiornato il blog in questi mesi. Ci sono amiche più brave di me che lo fanno costantemente, anche con post brevi. A me, invece, serve tempo, anche solo per mettere insieme qualche idea. In breve: l'estate è stata proficua. Il Crociato ha iniziato a camminare all'alba dei 18 mesi - con la solita calma - ed è stato inserito all'asilo con successo tra settembre e ottobre. Come da programma, ci ha messo il suo tempo, ha fatto dannare le dade, e adesso è il loro beniamino (ma và?). La sorella diventa sempre più bella e sveglia, nel frattempo. Dopo un'estate a suon di "No!" per ogni cosa - ha fatto spazientire anche sua nonna...avete letto bene, sua NONNA!- , a farci dannare per toglierle il pannolino, è scesa a Canossa, non si sa se per l'avvenuto passaggio dell'uragano Sandy, oppure per l'intervento - a nostro avviso miracoloso - dei Fiori di Bach - prescritti dalla pediatra - oppure entrambe le cose. Fatto sta che 50, un bel giorno, dopo mesi a rischiare a la cistite pur di non sedersi sul trono di ceramica e/o di non sporcarsi i pantaloni, è andata dal suo babbo, lo ha informato del fatidico bisogno e gli ha chiesto di accompagnarla al bagno. Poi si è seduta sul suo vasino, disprezzato fino alle precedenti 24 ore, con corredo di insulti e tragedie greche, beninteso, e...psssss. Sic! Giurin giurella, non scherzo. Poi, per carità, adesso navighiamo a vista. Passiamo dalla collaborazione maxima al rifiuto più totale. Della serie: abbiamo deciso di non sgridarla neanche più perché, come risultato, si immobilizza, proprio come un riccio minacciato, e scuote solo la testa, piangendo terrorizzata. Al di là della seccatura del momento, ammetto che questo comportamento estremo - e forse anche un po' teatrale- mi preoccupa. Quantomeno mi lascia interdetta e, siccome sarà anche testarda, ma in fondo è una bimba intelligente e sensibile, non voglio correre rischi. Ammetto di avere il terrore dell'autismo e di fare qualsiasi passo falso che possa provocarlo. E poi resta sempre un esercizio di buona pazienza per me e, se vogliamo, anche di fantasia. Devo trovare la maniera di essere incisiva senza gridare e senza perdere le staffe - che è umano, va bene, ma che non è una bella abitudine. E poi, per i bimbi come per gli adulti, vale la regola d'oro: chi si inca**a si sc***za.
Ciò detto, credo che i Fiori di Bach saranno una terapia permanente. Sarà anche un caso, ma quando prende le goccine è sempre più serena, meno ansiosa, pur non perdendo un grammo dell'argento vivo che ha addosso. Quindi, siccome è roba omeopatica che non fa danni, perché no?
Il Crociato è diventato, invece, un taparotto tutto pepe, col suo bel caratterino. A voler dar retta all'astrologia, è un bel Capricorno coi controfiocchi. Non sgarra una caratteristica del segno a cui appartiene: testardo, abitudinario, affettuoso, attento, organizzato, pragmatico, ipersensibile. Capacissimo di perdersi dietro ai suoi giochi per ore, se lasciato in pace, diventa una bestia se qualcuno lo disturba o gli porta via quello che ha in mano. D'altra parte, a ventidue mesi, strappare i giochi di mano alla sorella non rientra tra i suoi dilemmi esistenziali, anche se deve aver capito che, se lo becchiamo in flagrante, sono guai. Perciò tende a comportarsi bene, se guardato a vista. Guai a saltare un pasto, impedirgli di dormire, disturbare la sua routine. Se sei nuovo dalle sue parti, a prescindere, sei insignificante. Se poi gli tocca di avere a che fare con te, prima che ti degni della sua attenzione, devi esserti sudato tutto il guardaroba. Mamma, papà e sorella sono il suo mondo. Baci, baci e baci a tutti, sempre, sorella inclusa, che, comunque sia, lo adora e ne vorrebbe un altro - sì, un fratellino, proprio. E io: ma una sorellina? E lei: no, un fratellino. E io: ma un altro? Sei sicura? E lei: sì, sicura. Ah beh, allora....Il Crociato ama la nonna materna e stravede per i nonni maschi. Al momento, anche le dade sono ok, comunque degne di un abbraccio e un bacino occasionale - su invito della mamma. Il resto del mondo? Non pervenuto. Ah no, dimenticavo i suoi fratelli col pelo. Quelli gli piacciono, gli fanno il solletico coi baffi. 
Per il resto...beh, il pensiero va a due amiche, una in attesa - forse ancora solo per qualche ora - e una che ha appena partorito. Non le invidio per niente, coi primi mesi da affrontare, devo dire, però so che il loro mondo sta per cambiare per sempre, nell'unico modo davvero irreversibile che esiste, che poi è anche il modo più bello. In questi giorni, tra l'altro, ci interroghiamo, D.I.P. e io, sulla possibilità di un terzo bimbo, che, come si sa, sarebbe ben gradito. So che adesso non ho le forze, me ne rendo ben conto, ma l'incoraggiamento di mio padre dell'ultim'ora al riguardo non è male - "..ne hai già due, vicini, belli e sani. Per me sarebbe meglio dire basta...e poi, parliamoci chiaro, il tuo fisico fa schifo, come il mio"-. Ok, è mio padre, mi ha visto partorire e non penso sia stato facile star lì a vedermi soffrire come una bestia per ore. Però...che delicatezza! Non ha tutti i torti, lo so bene. So di non essere d'acciaio, forse neanche di latta, ma ho le mie forze, se le cerco e le alleno, questo sì. Bisogna vedere se bastano. A parte tutto, anche il solo pensiero è complesso. Per questo evito di dargli spazio. SE un bel giorno ci sentiremo pronti lo faremo, sennò amen. Va bene comunque. Qui diario dei P.I.P., due ottobre duemiladodici. Passo e chiudo, per ora.

mercoledì 30 maggio 2012

33

Today's my 33rd birthday. There's so many 33 in our lives, some of which matter more than we can imagine. This morning, I found a beautiful letter from my partner lying on the bed. I'd love to cite a few passages because it's really deserving: "33 was the age of a man who died making history, a charismatic leader for many in his brief life, who became an immortal symbol for most who passed after him, through the following two thousand years. A man who taught to love and respect your neighbour, who left a message that still sets a bond among religions where else deeply different from one another".
33 years spent for the love of human beings, wherever he went, whatever he did. 33 years of words which still carve our hearts and souls, the very first milestone in the history of mankind. 33...I haven't accomplished anything such as in my 33 years in this world, of course, but something I have, and today I'd like to share it: I am a happy person. In my experience, there is nothing such as being happy and glad to be alive and to catch the daily opportunity of "suck out all the marrow of life", as H.D. Thoreau admirably synthetized before me. There is nothing more important than "being". If you "are" then you can help others find their own way to "be".
That's the most important lesson I've learnt from "those" 33 years as well as from mine. In other 33 years, doubling this goal, I'd love to be saying I've been able to keep my joy of living and spread it a bit out into the world. I'd love to say, my partner and kids can still see that flame in my eyes and  are proud bearer of their own flaming torch of hope and love for humanity, which makes them humans.
That's all. That's my 33.
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Oggi è il mio 33esimo compleanno. Ci sono tanti 33 nelle nostre vite, alcuni dei quali più importanti di quanto immaginiamo. Stamane ho trovato una bellissima lettera del mio compagno sul letto e vorrei citarne qualche passaggio perché merita davvero: " 33 sono gli anni che visse un uomo che ha cambiato la storia del mondo, un uomo carismatico che è stato un "leader" per tante persone durante la sua vita breve vita  ed è diventato un simbolo immortale per tutti quelli che sono passati per questa Terra nei duemila anni successivi. Un uomo che ha insegnato ad amare e rispettare il prossimo, un uomo che ha lasciato un messaggio che, ancora oggi, unisce religioni che per altri versi sono molto distanti".
33 anni spesi per amore degli esseri umani, ovunque andasse, qualsiasi cosa facesse. 33 anni di parole che ancora oggi incidono i nostri cuori e le nostre anime, la prima vera pietra miliare nella storia dell'umanità. 33...io non ho fatto niente di simile nei miei 33 anni a questo mondo, ovviamente, ma qualcosa sì, e oggi desidero condividerla: sono una persona felice. Nella mia esperienza, non v'è nulla come essere felici e lieti di essere vivi e poter cogliere l'opportunità quotidiana di "succhiare fino in fondo il midollo della vita", come H.D. Thoreau ha saputo sintetizzare mirabilmente prima di me. Nulla è più importante che "essere". Se "sei", allora puoi aiutare anche altri a trovare il proprio modo di "essere". É la lezione più significativa che mi hanno insegnato "quei" 33 anni così come i miei. Tra altri 33 anni, doppiando questo traguardo, vorrei poter dire che sono stata in grado di preservare la mia gioia di vivere e di spanderla un po' per il mondo. Vorrei poter dire che il mio compagno e i miei figli possono ancora vedere quella fiamma ardere nei miei occhi e che essi sono tedofori orgogliosi della propria fiaccola accesa di speranza e d'amore per l'umanità, quella fiaccola che li rende umani.
Ecco tutto. Questi sono i miei 33 anni.

sabato 28 aprile 2012

Lega del Latte, antibiotici e...

L'inverno è arrivato, ha fatto i suoi danni e se n'è andato...e la primavera non pare intenzionata a essere da meno. Sul nostro frigorifero è stato attaccato persino uno scadenzario giornaliero per la somministrazione delle varie medicine che 50Grillo deve ingurgitare, per forza o per piacere. La nostra personale collezione di raggi X è schizzata da 0 a 4, in meno di tre mesi, mentre i giorni d'asilo hanno subito una contrazione direttamente proporzionale alle visite dalla pediatra - che ormai è una di famiglia. Nel giro di mezza giornata ho avuto 5 consulti diversi per l'ennesimo focolaio della bimba, che tossisce come un fumatore incallito giorno e notte e rimbalza da un'infezione all'altra alla velocità di una pallina da tennis in partita. La parola "guarire" ha assunto, per la sottoscritta, un significato simile a quello del parcometro: trattasi di servizio a tempo. Quanto? Si spera sempre di strapparne un po' di più, ogni volta. Ogni volta che mi guardo allo specchio (sempre meno, devo dire), verifico per quanti secondi riesco a sorridermi senza sembrare stravolta: di rado arrivo oltre il paio e, più tempo passa, meno mi ci metto.
Il nonno di 50 dice che dopo due anni di salute piena e scoppiettante la bimba ha preso la prima botta seria con l'asilo. Chiamarla "botta" è come comparare un tamponamento al semaforo con un frontale in autostrada, almeno per me. La "botta" è per tutti: mamma, papà e fratellino (che, in realtà, condivide i medesimi germi, con la differenza che se li piglia uno alla volta, mediati dalla sorella, e che, quindi, in questo modo si corazza piano piano...Mitridate insomma. D'altra parte è un guerriero, no?).
Un bimbo ammalato è un potenziale tornado per la famiglia che lo assiste. I genitori faticano a stare sulle proprie gambe, figuriamoci a trovare del tempo per se.
I dottori si trasformano in liane della Foresta Amazzonica e, a meno di non essere discendenti di Tarzan o specialisti a propria volta (oddio, no, forse così è anche peggio) la sensazione di smarrimento e stordimento è la prima che arriva e l'ultima ad andarsene, come il parente più scomodo.
Sono stanca.
E poi, mentre aspetto l'ennesima ricetta per l'ennesimo treno di antibiotici e cerco di non vomitare per la stanchezza e la tensione e il terrore che ci sia "dell'altro" che non sappiamo - essere mamma è anche questo, gente!- eccoti, nella sala d'attesa della pediatra, la splendida neomamma bis - con pargola annessa, in braccio - discettare con l'apprensiva/attonita/esausta/rincitrullita neo-neomamma - anch'essa con pargola al seguito - del fondamentale apporto della Lega del Latte nell'aiutarla a non rinunciare all'allattamento al seno, che al primo figlio le era mancato. La neomamma new age - nonostante abbia una figlia che vomita ed è piccola, per sua stessa ammissione - ha bandito il latte artificiale, così come gli antibiotici, che fanno male, perché se anche le sue figlie sono piccole stanno comunque bene ed è meglio che la natura faccia il suo corso. Al massimo l'aerosol e la pulizia del naso. Magari la piccola ci mette di più a guarire ma almeno si fa i suoi anticorpi naturali. E l'esperienza insegna, chiaramente: in nove mesi di nido della prima pargola mai manco un raffreddore (mica a pensare: che culo! Sono stata fortunata. Figuriamoci!). E poi, se anche mangia poco, basta che stia bene, no? Ci sono bimbi che mangiano poco ma crescono lo stesso in altre parti del mondo, no? (Magari, però, hanno fame e mangerebbero, potendo! Magari a te va bene perché tua figlia non è famelica. Al posto mio non so se avresti fatto tanta filosofia riguardo all'"aggiunta").
L'altra mamma pendeva dalle labbra della mamma bis (EROICA genitrice di bimba 1, anni 2  e tre mesi e bimba 2, 3 mesi. Neo-neomamma: "Chissà che fatica!". Mamma bis: "Un inferno, guarda, ma così ho fatto e non ci penso più!"), battendosi il petto per aver dato rinunciato ad allattare quando dal tiralatte non usciva niente (forse perché non c'ERA niente?) ed essersi affidata al latte per bimbi stitici da 30 euro alla confezione (se ne trova a meno e altrettanto buono, basta cercare). Mamma bis tentava di confortarla e la incoraggiava a provare al secondo figlio.
E io? Per la prima volta da secoli ho pensato, con sarcasmo zero, che il mondo è bello perché è vario. Cioè, per me sentire certe cose equivale più o meno a guardare "Zelig" e lo penso seriamente, beninteso, però c'è anche chi la pensa in questo modo e ha diritto a esistere. Se sono intervenuta? No. Perché? Che senso avrebbe avuto? Non è mica una gara a chi spara la trovata migliore. Penso semplicemente che ognuno debba sbattere il naso sulla propria esperienza e così vale anche per me e i 4 episodi di focolaio di 50. Cosa spero di imparare? A prenderla meglio, anzitutto. É solo il primo e manifesto di una lunga serie di problemi per ora solo potenziali. E se accadesse il peggio? Credo che si vedrà e basta.
E comunque: ho due figli nati a 15 mesi di distanza, ho allattato la prima due settimane, prima di rinunciare, perché era sottopeso e non faceva che piangere, mentre il secondo, rientrato dall'ospedale dove l'hanno trattenuto per una settimana, non ne voleva sapere di attaccarsi e comunque il tiralatte aveva già evaso ogni mia scorta. Ho trovato un ottimo latte all'estero, ho speso il giusto e i miei figli sono cresciuti bene lo stesso. Mia figlia, attualmente, prende due antibiotici ed è al 4° ciclo complessivo. Si è ammalata al primo anno di asilo (come molti bimbi) e ha passato a casa 3/4 dell'anno scolastico. Ringrazio Fleming, Pasteur e Jenner di essere esistiti, così come che ha inventato il latte artificiale che, in mancanza delle care vecchie balie, ha permesso ai miei figli di sopravvivere e crescere. Non amo granché i farmaci ma cerco il buonsenso in ogni cosa, anche nel loro uso. E non sono un modello da imitare. Mi piacerebbe che passasse anche solo questo, di pensiero. E comunque faccio volentieri a meno della Lega del Latte: il mio record estrattivo è stato di 70 ml (di colostro): una volta sola, poi basta (del tutto).

domenica 18 dicembre 2011

THIS CHRISTMAS - QUESTO NATALE

All I want for Christmas is…what I already have. Of course, there are several things which might come in handy, though would not significantly affect my daily living. Then, I say I can live without all of them.
I’m already happy with the thoughts (yes, right the intangible ones!) of my dear ones, a kiss, a hug from my family members in turn. Top wish by now is a family moment at lunch or dinner, and that’s it. I know I’m one of the lucky ones, and I cannot but thank for all of the support  I receive daily from the people who’re close to me. Then, if I may, this Christmas I wish to give back a bit, instead of just receiving. And for “giving back” I mean even just leaning a hand, being there for who’s in need, giving my support and my help. I wish to contribute to improving the days of those around me, spreading a bit of that long-awaited positivity, which I’m featuring now and seems to intend to stay for a while. Christmas celebrates the Renewal of Life, as it has for centuries so far, that one and only opportunity which is so precious to every Being and allows us Humans, as on this little planet as in the immensity of the Universe, to call each other Brothers and Sister, regardless of any Philosophy or Confession.  
This is why it is my intention to celebrate Life, as much as I am allowed to. Which is why I’m starting with wishing everyone the very best for the upcoming celebrations! May the Present and the Future hold the very love of Life for you all! Happy Holidays!


Tutto ciò che voglio per Natale è...quel che ho. Senza dubbio ci sono un sacco di cose che mi farebbero comodo ma che non cambierebbero in modo sostanziale le mie giornate o la mia vita. Ne faccio volentieri a meno. Mi bastano i pensieri (sì, quelli impalpabili, proprio quelli) di chi mi vuole bene, un bacio, un abbraccio dai miei cari e, se proprio vogliamo strafare, un bel pranzo in famiglia. So di essere una persona fortunata e non posso che ringraziare per tutto il sostegno che ricevo quotidianamente da chi mi è vicino. Perciò, se posso, questo Natale preferisco "dare" qualcosa, invece che ricevere. Per "dare" intendo anche semplicemente una mano, la mia presenza, il mio sostegno, il mio aiuto. Voglio contribuire a migliorare le giornate di chi mi sta attorno, spargendo una positività che a lungo ho agognato di raggiungere e che, finalmente, c'è e sembra intenzionata a restare. Il Natale è la festa del Rinnovo della Vita, da secoli, quella Vita unica e preziosa che ci rende Fratelli e Sorelle tutti (indipendentemente dal Credo o dalla Filosofia), su questo piccolo pianeta e nell'immenso Universo. Perciò, intendo proprio celebrare la Vita, per come posso, per come sono. 
E comincio con l'augurare a TUTTI delle Feste Favolose! Che il Presente e il Futuro vi riservino l'Amore per la Vita quotidiano, sia vostro, che altrui! Buon Natale

lunedì 5 dicembre 2011

my boy - il mio bimbo

Nella mia seppur breve, finora, esperienza, avere due figli significa percepire la necessità di un paio d'occhi extra almeno una volta al giorno. Ora che la bimba frequenta l'asilo ho tempo da dedicare al fratello - come da programma - e posso finalmente osservarlo meglio. Stranamente, scopro di conoscerlo più di quanto credessi, come se quel paio d'occhi extra fossi, in qualche modo, riuscita a usarlo. Il mio bimbo è davvero una meraviglia a trecentosessanta gradi. É vigile, attento, impegnato. Cerca di rendermi partecipe di qualsiasi cosa faccia, il che, abituata alla sorella, cui dovevo e devo star dietro se voglio imparare qualcosa, è una novità! Il bimbo sorride spesso, chiama "mamma" quando ha bisogno che lo ascolti ed esplora in continuazione tutto quello che lo circonda. La mobilità gli difetta? E allora si ingegna con le mani e con i piedi. Afferra gli oggetti e li maneggia con una sicurezza che non ho mai visto in sua sorella. Mangia sempre come se fosse l'ultima cena che gli resta e non lascia neanche una briciola. Cerca l'interazione con tutta la sua famiglia (cani inclusi) e ha bisogno di mamma e papà che, se se ne vanno sotto ai suoi occhi, scatenano un infermo di strepiti e lacrime. Gli estranei sono, invece, inutili, e se non ci sono è anche meglio. Se qualcuno diventa "di casa", allora si esprime con qualche vocalizzo e li degna di uno sguardo o due in più ogni volta che tornano. Sua sorella sembra una sorta di divinità per lui, tanto che è lei che decide cosa guardare alla tv e lui neanche ci pensa a protestare. Si è persino adeguato a Topolino &co., nonostante sia ancora piccolo per seguirne le avventure. Dicono che i maschietti sono lenti a capire; il mio no. Semmai è lento a muoversi ma per il resto è ben all'erta. Il suo papà dice che è un "puccettone", che non da a vedere di essere del tutto sveglio. Secondo me è uno che, invece, dissimula bene. Non sarà uno che tira a fare il furbo, ma uno che tira a ottenere quel che vuole sì. La differenza è che lui pianifica invece di tentare di fregarti. Essere metodici alla sua età ha dei discreti vantaggi e lui questo l'ha ben capito. É uno che non molla l'osso ma che sa ben stabilire le sue priorità. Gli è stato insegnato fin da subito che farsi capire è vantaggioso perciò non spreca tempo a far capricci. Se piange, il motivo c'è e si capisce, laddove non si vede. Se è girato storto o è arrabbiato non v'è dubbio che metta le cose in chiaro alla svelta, rovinandoti anche tutto un fine settimana se vuole. Però sa anche farti volare di gioia e orgoglio: quando ride, con la sua bella attrezzatura di sette denti e uno in arrivo, solo perché stai facendo una boccaccia; quando, in piscina, si fa cullare a dorso sbattendo i piedini come se avesse nuotato tutta la sua vita precedente (e allora capisci come fanno i trichechi ad essere tanto impacciati sulla terra e tanto aggraziati in acqua); quando ti prende il viso con le manine per attirare la tua attenzione e ti stampa un bel bacione a bocca aperta sul naso (e non cerca di morderti, perciò di sicuro quello è un bacio); quando, sotto la doccia, gorgoglia e sbatte gli occhi quando l'acqua gli cala sul viso e poi, di nuovo, ride, chissà perché. É un bimbo semplice, il mio bel muso, e così complesso nella sua semplicità, che davvero non ti basta una giornata intera per osservarlo. É nato per secondo, eppure non sembra soffrire granché, per ora, perché il suo posto in casa gli è, non si sa come, chiaro e, in qualche modo, sa che non gli mancherà mai niente di quello che gli serve e, semmai fosse, sa che ha i mezzi per procurarselo. É un piccolo grande uomo già adesso: anche se può sembrare fragile, non è affatto impacciato. Esattamente come sua sorella, fa solo ciò che deve e vuole quando deve e vuole. É avanti un pezzo, ormai è chiaro, anche se fare il tricheco è comodo e gli permette di farsi abbracciare un po' di più. A lui piacciono le coccole. Ne sa qualcosa il suo papà che, un po' incuriosito e un po', forse, stupito rispetto alle affermazioni di rito sull'affettuosità di bimbi e bimbe, si ritrova con un maschietto affettuoso e un po' appiccicoso e una femminuccia, a tratti, sfuggente. Ma il bimbo ci sta lavorando per farsi apprezzare: ha capito che il babbo, in fondo, è uno facile da prendere se gli dai attenzione e a lui piace un sacco concentrarsi sul babbo. Tutta l'ansia dei primi due mesi sembra relegata a brevi momenti di panico legati alla novità di turno. Però se ci sono mamma, papà o la sorella, anche queste perdono tenore e diventano passaggi curiosi di un evolvere quotidiano. Il piccolo tricheco non ha fretta di muoversi ma ha fame di imparare.

martedì 18 ottobre 2011

1,2,3...10!

Mamma (da ora in poi solo M): "Uno"
Letizia (da ora in poi solo L): "Due"
M: "Tre"
L: "Quatto"
M:"Cinque"
L: "Scei"
M: "Sette"
L: "Otto"
M: "Nove"
L: "DECI!"
M: "Brava!"
L: "Gascie!"

Se comincia lei da uno finisce a nove ma il complimento se lo prende lo stesso e ringrazia comunque. Ma a due anni io sapevo contare da uno a dieci?
Tre settimane fa c'era solo "acqua"...


Mom (from now on just M): "One"
Letizia (from now on just L): "Two"
M: "Three"
L: "Fou'"
M:"Five"
L: "Shix"
M: "Seven"
L: "Eight"
M: "Nine"
L: "TEN!"
M: "Awesome!"
L: "Tank-you!"


If she begins the count she ends up with number nine but she enjoys the compliment and thanks anyway. Could I count to ten when I was two?
Three weeks ago it was just "Water"....

sabato 1 ottobre 2011

Avanzamento di livello - Level up

...e 50 finalmente varcò le soglie dell'asilo e il crociato conquistò la posizione seduta! La concomitanza degli eventi è da calendario. Segnare prego. Esito dell'avanzamento di livello della bimba: OGGI, 29-09-20111, quando la sono andata a prendere, 50 mi è corsa incontro a braccia spalancate gridando :"Mamma!". E io mi sono sciolta come il cioccolato nel microonde. Cioè, non è la prima volta che mi chiama a proposito. A onor del vero, nelle ultime due settimane i progressi, da quel primo "acqua" che fu, sono stati incredibili. Il paragone più azzeccato è quello del tappo dello spumante, che se n'è volato via portandosi dietro fiumi di tentativi di ripetizione di parole nuove e, tutto d'un colpo, anche qualche frase qua e là, tanto perché eravamo rimasti indietro e la pupa è in fase di recupero. Insomma, un'esplosione! Abbiamo passato quasi un anno in attesa di qualche suono organizzato, sempre all'erta al minimo cambiamento, tanto che, ormai, il ritmo "en relenti" ci era entrato nel sangue. Poi, come, di fatto, capita quasi a tutti, alla soglia dei due anni (e qui, vorrei specificare, esattamente a tre giorni dalla scadenza. Sarà anche ironico ma la pupa è nata esattamente tre giorni prima del termine...corsi e ricorsi?!), la bimba è passata da zero a cento nel giro di meri giorni. In tutto questo tu, genitore-spettatore-stimolatore a comando (del bimbo), gongoli come se non ci fosse un domani tutte le volte che la vocetta trilleggiante chiama "mamma" o "papà" e, qualche volta, ti chiedi quanto durerà questo stato di beatitudine. Io spero proprio parecchio.
Frattanto, il crociato ha cominciato ad apprezzare molto le nuove facoltà che la sua migliorata muscolatura gli consentono. Stare seduto, ed allenare gli addominali nel portarsi dalla posizione semi-sdraiata in su, è un must di qualsiasi giornata, specialmente a passeggio. Il mondo deve avere acquisito un sacco di nuovi contorni per lui. Il crociato è decisamente cambiato da due mesi a questa parte. Le generose razioni di cibo - da mandarci sul lastrico, e non esagero - unite a massicce dosi di sonno ristoratore, hanno tirato fuori un'indole solare e serena prima ignota. Il bimbo ride, gioca, cerca interazione con la sorella e coi genitori, si bea di qualsiasi attenzione riceva ed è ligio alle abitudini...il che vuol dire che se, ahinoi, arrivi in ritardo con pappa,  pulizia della cacca, o ora della nanna, beh, giustamente paghi (doppio). I miei timpani hanno presentato ufficialmente una petizione al cervello per ottenere la certificazione di patrimonio personale di ineluttabile necessità ed essere così preservati a tutti i costi grazie ad un pronto intervento di coordinamento della sottoscritta volto a rispettare gli orari del crociato. Non sto scherzando. Per il resto, come dicevo, il bimbo è un cicciobello spettacolare. Ogni tanto non ci si capacita della provenienza di questo piccolo titano biondissimo (con tanto di ciuffo alla Billy Idol) con gli occhi cerulei che tutti, ma tutti, si fermano a comtemplare (anche per strada sì, le passeggiate, da questo punto di vista, sono un incubo. Per gli anziani è peggio di un cantiere aperto alle sette del mattino!). Dal canto suo sa farsi proprio benvolere e, in più si è appena scoperto che adora letteralmente stare nell'acqua. La piscina sembra il regno da cui è stato esiliato il giorno che è nato, visto che non c'è minuto che passi a mollo (con annesse immersioni) che non rida, spruzzi o interagisca giocosamente con chiunque (sulla terra non capita! Ne sa qualcosa la mia sarta ottantenne, il cui tentativo di prenderlo in braccio senza le dovute presentazioni ha scatenato la sirena della stazione dei pompieri più prossima). Riesce a reggere quasi quaranta minuti a mollo tra giochi e movimento senza accusare neanche mezzo sbadiglio e, uscito, resiste persino alla fame chimica. Insomma, un tritoncello navigato, è il caso di dirlo. E per mamma e papà il divertimento è assicurato :-)